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La biennale
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Fatemeh Behboudi

The War is still Alive

La guerra tra Iran e Iraq è finita nel 1988, ma per le vittime tornare alla normalità non è possibile, il trauma è troppo vivo

A distanza di tre decadi dalla fine della guerra tra Iran e Iraq, molte madri stanno ancora aspettando il ritorno delle spoglie dei figli perduti, caduti in guerra. Sono passati trent’anni dalla fine della guerra, eppure i bambini e le molte persone residenti nelle città ai confini dell’Iran rimangono ancora vittime delle mine rimaste sepolte nel suolo. Il conflitto armato iniziato nel 1980 con l’invasione del confine internazionale iraniano da parte delle truppe irachene è durato per otto anni, diventando uno dei più letali con 1 milione di morti. Gli iraniani considerano le vittime della guerra come martiri. Behboudi è cresciuta nel bel mezzo degli anni del conflitto, e la sua infanzia è stata profondamente segnata dal pervasivo senso di paura, dal suono delle sirene di emergenza e delle bombe, e dal crescente numero di caduti. Anche se la guerra si è conclusa formalmente nel 1988, la realtà per i sopravvissuti è molto diversa. Dopo trent’anni, il trauma duraturo causato dal conflitto si fa sentire sempre di più. In questa serie Behboudi si concentra sulle conseguenze della guerra e sulle vittime che non sono mai tornate alla loro vita normale: trent’anni non sono bastati a guarire le loro ferite.

Fatemeh Behboudi (1985) è una fotoreporter e fotografa documentarista nata a Teheran, Iran. Dopo la laurea in fotografia nel 2007 ha lavorato per diversi servizi di informazione iraniani. Nel 2014 ha ricevuto il Pictures of the Year award e nel 2015 è stata vincitrice del World Press Photo.

molte bare coperte di bandiere
alcune persone davanti ad una trincea di sacchi, una duna e un carrorarmato